31 dicembre 2006

8360-2007

I discorsi di fine anno, gli auguri pieni di buoni propositi per il nuovo…
Quelli che ho già fatto,
che ho gia detto…

Allora mi ripeterei dicendo, augurando a chi legge o telepaticamente a tutti..?

Tanto meglio!

Che il tentativo di dare un senso o lasciare un segno,
possa resistere alla noia, alla fatica, alla disperazione/dispersa azione.
Che il non detto sia detto,
che il dubbio svelato,
che l’aria o il vento prevalga sulla statica
che la vita resista…

un sorriso/augurio
sincero
allora!

8

19 dicembre 2006

8360-Quando...

Quando si ritrova…

Quando si ritrova qualcosa, magari perduta o “sospesamene dimenticata”
O una persona che riapparendo come per magia ricrea un esplosione d’emozioni,
che come reazioni a catena sfuggono tutti i controlli…

Quando si ritrova il mare...
che è poi l’oceano!

Allora è finanche normale che l’ultimo tratto, diventi un calvario, vuoi perché in ogni caso si è stati “bagnati” da una qualche forma di religione, o semplicemente perché l’acqua ritirandosi defluisce lentamente…

E tu li,
avvolto nel impermeabile che ancora sa di città e di smog, come ipnotizzato
,


come se quelle lunghe e larghe paludi non esistessero, come se il grigio leggermente sbiancato in alcuni punti ed un vento discreto non fossero elementi apparentemente ostili…come se le scarpe pur reclamizzate come impermeabili e dal nome di un dottore inglese non fossero catapultate e quasi brutalmente in una sorta di prova del 9…

ipnotizzato a raggiungerlo...

Allora, nello sforzo d’un’avanzata, tra le spire del vento ed il rombare continuo delle onde, senti la presenza d’un’energia che ti avvolge.

Inesorabile

E seppur ricoperto necessariamente,
ti penetra, il sale ed i suoi vapori, l’odore d’una vita che è anche la morte;
Dolce ritorno, dolce riperdersi…

quando si ritrova il mare
che è l’oceano…


29 novembre 2006

8360-17!

E’ un po’ che non mi esprimo sui fatti che facendosi, fanno!

Non è disattenzione.
In molte misure, o semplicemente,
cogito,
od osservando, “ascoltando” una parte di me,
che qualcuno chiamerebbe anche un muscolo,
palpita reagendo,
e qui sbaragliando qualche attento lettore,
lo fa in una qualche misura,
autonomamente.

Si, il mio cervello in quanto cervellotico,
cervellizza anche da solo.

Credo che sia un po’ come un dubbio che s’insinua,
e che con il senno del poi,
chiamala percezione/previsione/intuizione, in qualche modo,
si manifesta.
Allora dico,
che è una cosa che non si improvvisa!
Nel senso che una sorta di allenamento va fatto.
Per non perdersi in sentieri dove nessuno o quasi potrebbe venire a cercarti.

Sintetizzando, esaltando il mio lato di guerriero,
le paure si affrontano, magari ricapitalizzando
le stesse, sotto forma di energia.

Ma,
ritornando ai fatti che scorrono sulle pagine del net,
e che considero veri,
(o almeno spero!?)
potrei, o sicuramente rimango ancora e sempre stupito,
della violenza che continua a soggiornare nella nostra società.
Tra storie di matrimoni di vip, di nuove fiamme/amori(?),
del gol più bello(…),
di tv disinibite,
di nuovi gadgets,
che ci fanno sentire sicuri, protetti coccolati(…)
come informazioni impazzite,
come virus o bug,
continuano ad insinuarsi notizie,
di teste ritrovate, di bambini congelati,
di soldati che in guerra massacrano e si fanno massacrare,

in guerre "sane"(le bombe intelligenti*),
sante o insomma necessarie ed "inevitabili",
di avvelenamenti radioattivi che rischiano di provocare epidemie,
di allarmanti previsioni ambientali…

Ma insomma, chi regge il mondo,
quel manipolo o armata di potenti,
non può veramente fare quello che ci promette a pillole…
un mondo migliore, senza grassi ne magri,
senza brufoli. senza vecchi,
senza cacche,
brillante ed opalino come quelle belle pubblicità,
dove “è tutto oro quel che luccica”.
dove si guarda il calcio 24h su 24h,
dove anche la più casta presentatrice può spogliarsi al clik del telecomando,
dove finalmente si dividerà il mondo,
in quelli che e quelli che no…

(si perché si possono concepire delle riserve, un po’ come fu fatto negli indiani d’america)(…)
(inutile dire, per chi crede di conoscermi, dove sarò quel giorno…)
(dove?)
(ma guarda…credendo nei miracoli, e questi avverandosi, penso proprio che…)
(nella terra di mezzo?)
(ma potrò camminare con la mia vecchia moto bmw?)
(o dovrò usare per forza e solo la smart nell’uno ed il ciuccio nell’altra?)
(…)
8-)

(giusto per…mi ero addormentato o arrugginito?)
(agliagliai…)
*(lo stesso gruppo di ingenieri aveva studiato un mattone intelligente, cioè che si impilava da solo, ma è il progetto è stato bloccato perchè si correva il rischio di fare Una Torre di Babele 2, ed il presidente dell'illustre nazione pur essendo tentato dalla cosa, che poteva anche diventare casa, ha dovuto avallarne l'interruzione per ovvi problemi religiosi.)
(notizia assolutamente falsa(?))

8360-Grazie

canzone consigliata per la lettura, Allen Toussaint, Motion, da album The Allen Toussaint Collection

Delle parole che non ti ho detto,
dei miei sorrisi
di questo sole mago
d’un novembre che
brilla di luce e d’emozioni,
di questa strada che
tra perigli e sbadigli
continua a scorrere
come il fiume
uno o tutti
che ti riporta al mare,
di quei tormenti,
degli astanti
delle nuove storie,
di quel camminare scalzo,
d’un mattino senza nuvole,
della tua buona energia
nonostante tutto
e grazie a tutto,
di come riesci
a cercare la luce
anche se l’ombra
ne consegue,
di quello che credi,
di come ne parli,
di quando ti arrabbi
e sfasceresti
anche i recinti della logica
dell’educazione
salvo poi ringraziarli che non l’hai fatto,
di come puoi
ancora
e sempre
meravigliarti,
incantarti,
di come il sogno
ancor più se condiviso
può in qualche modo e misura
sconfiggere il male…

di tutto questo, di tutto quello
dimmi,
potresti dire in una parola sola,
senza sapere a chi,
semplicemente…

grazie?

22 novembre 2006

8360-L'Amore













Cos'è l'amore?
Sarebbe più facile dire cosa non è...
eppure in questo caso sono ispirato, ci provo a definirlo...
è come un vascello che pur in un mare in tempesta può resistendo dare una qualche sicurezza;
è in questo un paradosso ma oltremodo necessario, come una piccola luce nella nebbia.
Poi c'è chi fa un distinguo;
il vero amore, il solo amore, parole che rischiano di appesantire qualcosa, che invece dovrebbe per leggerezza ed induzione della stessa permettere un qualche balzo/volo...

Io lo vedo anche come un viaggio, di quelli che faresti anche stando fermo, del tipo abitante d'una terra in movimento;
voglio dire, attore e spettatore;

c'è chi il viaggio lo concepisce magari solo di prima persona, come capitano o motorista, o quello che per primo vede una qualche destinazione all'orizzonte…e cosi facendo mette una qualche aspettativa, ed una pressione in qualche misura isterica.
Su di una cosa sarei intransigente;
non dovrebbe essere un compromesso alla stregua d'un qualche altro rapporto umano che si potrebbe avere uscendo “di fuori”, in senso metaforico e fisico;

ma allora è"un qualche dentro"?

Certamente e guai se non lo fosse, se non tocca o meglio abita uno
stato inferiore, un luogo sicuramente fragile e per questo prezioso
e di conseguenza"esclusivo";
arrivo alla parola esclusivo per un largo giro, e non a caso;
per me deve essere una conseguenza logica e seppur tale rimanere
una forma d'offerta, e non assolutamente o tragicamente una pretesa!
Questo è indubbiamente un punto delicato, in larga parte motivo di incomprensioni
e di sicure"cattive energie", che come forme silenti possono alla lunga, anche minare un rapporto che potrebbe resistere a prove d'intensità superiore;
ma per rimanere a quello che dicevo del viaggio anche in forma inerziale,
non intendo in alcun modo una forma di giacenza sugli allori, ma piuttosto un fluire senza
necessariamente"remare";
il potere, poi, riuscire ad uscire un attimo dalla foga animale, che sia chiaro deve esserci,
permette la presenza del ricordo, che diventa un punto di partenza reale, o nel caso di ripartenza.
Infine, senza alcun dubbio, l'amore è inscindibile
dalla vita stessa, ne è parte essenziale e qualunque sia il risultato finale,
va considerato come un dono ricevuto e già solo per questo,
profondamente ed intrinsecamente positivo.

Boite Magique Laeken 21.11.06
Otto

09 novembre 2006

8360-Novembre


Scrivo come il vento,
che deve sfiorare le cime degli alberi e dei palazzi di fronte;
non lo vedo, ma lo sento ed immagino…

immagina con me!

Tenendosi per mano, toccandosi ripetutamente, cercandosi.
E non chiedermi parole,
non cercarle,
diventa sorda per un attimo e muta,
in qualcosa di delicato che si alimenta di luce e di ombra,
ne fiore ne quercia,
solo il tempo d’un brivido sottile.
Perdere il senso,
dimenticarsi dei vestiti, del cellulare, delle scarpe di cuoio…
ama il fango, pur freddo ed apparentemente putrido…
cerca il contatto con questa terra di Novembre, che
tanto sembra morire;
carezza le foglie che dal verde rincorrono il giallo,
come quei figli che non hai avuto
che tante mamme hanno già perduto,
e guardale…
si è vero;
da quegli alberi dove poc’anzi,
sventolavano come ventagli nel caldo d’estate;
d’un estate che adesso sembra mai esistita…

…sono tutte morte, da pochissimo, da tanto…
da sempre?

E cerchi di farti calore, pensando ad un sole lontano,
ad un sale che bruciava gli occhi e mordeva le labbra,
del costume che arrossava,
di quel odore d’acerbo e drammatico,
come a mezzogiorno, quando l’ombra scompare,
e l’asfalto comincia a fumare;

Per me in quelle estati,
esisteva solo il mare ed il giocare…
mentre qualcosa s’insinuava
tra le pieghe d’un sorriso,
o d’un cercarsi con gli occhi…

Quante estati da allora e quante altre storie…

Magari è proprio questo!
Questo essermi scottato più volte,
come al sole e all’amore…

Allora una forma di saggezza che,
almeno,
il tempo con le rughe, le calvizie o un certo
marasma diffuso, ti porta.

Ed io parto,
così in questo mare di foglie,
il mese dei morti dove tutto sembra morire,
e che invece è quella pausa necessaria,
quella terra di mezzo dove tutti dovrebbero passare
invece di sfuggirla ricercando una qualche estate lontana.
Un mese, col freddo e l’umidità penetranti,
che potrebbe valere il senso d’uno stringersi
forte e d’un amarsi un po’di più...


che è notte,
“ed in una notte come questa tutto può accadere”
…


07 novembre 2006

8360-incontro nella nebbia

ad Annina

Ombre si diradano, potere d'un sorriso
che è notte ed in una notte come questa tutto può accadere...


Poi la luna, la Luna che è già di per se magica,
come non può soffiar vento nelle ali;
negli occhi,
pur tristezze e polveri,
pur cose che non avresti voluto vedere,
luci che non hai trovato quando oltremodo necessarie;

quegli occhi, piccole luci in attesa;

percepirle scoprendole in un contesto dove l'eccesso è pregio,
discrete, sincere.

E non guardare, eccesso di cinismo, lasciare al barbaro olfatto
l'ardua sentenza...
scoprendola molto oltre, troppo altrove,
un luogo senza ombre, luce diffusa e caldo;

i cocci si riassemblano magicamente,
le ferite mai esistite,
brillore di scorgimento,
di fluire confluendo...

Senza alcuna forzatura, cosi',
come se da una vita e per una vita,
cerco le tue ombre per svegliarmi e riaddormentarmi,
perdendo il controllo del sorriso,
i filtri, corazze ed il resto.

Scontro inevitabile;
senza rumore, senza clamore.

Sfioro la tua pelle, ne respiro avido l'aura, cerco i segreti
con la gioia d'un bambino alla caccia al tesoro e come lui
quasi sorpreso e spaventato nel trovarli!

...e vorrei dirti tutto di me;
darti tutto, senza remore...
lo faccio senza pensare,
d'un istinto che pensavo estinto;

"potrei parlarti per ore e tu per ore ascoltarmi solo perchè ti piacciono i miei occhi...",
scrivevo senza ancora conoscerti, senza sapere che lo facevo per te, e che vale anche per me.
Il mattino s'è levato, lavando e rigenerando, la nebbia si dirada con la stessa inesorabilità di quando è venuta,
con il sorriso di chi sa dove andare e cosa fare,
anch'io ti guardo,
senza pudore;
cerco il contatto(e lo cercherò sempre)
lo trovo...

Il tuo sorriso, la pelle distesa che cerca la mia senza attesa,
il tuo respiro, che può più di tante inutili parole;

potere dell'alchimia;
che valgono, servono le ombre e le nebbie, per poi
meglio apprezzare la bellezza, l'energia, la potenza vitale ...
della luce!

Non cosa ci riserva il destino;
so che come ho sempre fatto lo accetterò,
col broncio la lacrima o il sorriso che sia,
e che lo ringrazio da adesso,
per averti incontrata,
noi,
come due naufraghi, nella nebbia...

17 ottobre 2006

8360...greats days for freedom

canzone consigliata per la lettura, Pink Floyd, A great day for freedom

Mi ero assentato.
Giustificato?

Magari, pure.
Magari che la vita è questo scorrere, irto/mirto, divenire fluendo o fluidificando.
Magari era semplicemente che alla tastiera, al blog come specimen di comunicatio,
come spazio elargibile,
come tecnocrazia,
come segnale di fumo nella nebbia,
allo scrivere elettronico dicevo,
ho preferito il vivere,
l’accettare nel suo arcano significato, un evento o due, che in quanto fata mi hanno fatto pensare,dire scrivere(ricordandomi la mia terra natia, pur amata, pur tragica)…POST FATA RESURGO…
…
Ho perso il mio padrino, l’uomo che mi ha tenuto
dritto quando ancora avrei bazzicato per terra.
Il nonno che ho avuto la grandissima fortuna di avere, conoscere ed amare, fino al 13/7/2006, lui che era nato nel 1915!

Porto il suo nome, Alfonso(anche se lo celo nel Fonz…), e non sarò mai poliziotto e cavaliere della repubblica come lui.

Proverò a portare un po’ di quel sorriso, rispetto ed educazione, ma nella realtà, lo consulterò sempre, perché credo e sento che mi vigila, aiutandomi, col suo sguardo antico ed austero, pieno d’un amore che non ha mai smesso di donare in maniera sobria, elegante, essenziale.

Ho sofferto.
Di quella sofferenza impotente dinanzi alla calma serena della morte.
Ho sceso molte rampe di scale.
Ho ritrovato silenzi dimenticati.
E da tutti i brusii, è riemerso il vento d’estate, un luglio che in altre epoche era di corse spensierate sulla battigia di Ogliastro Marina, con il sale a bruciare come e più del sole…e l’ho rivisto passeggiare con Nonnina sotto braccio, perdersi nei riflessi abbaglianti delle onde.
Ed anche mia madre era li, col suo sorriso dolce, quel dolce che mi è mancato troppo presto, e che ho cercato disperato e rassegnato nelle ragazze che ho, poi, “strada facendo”, conosciuto.
MA NON C’ERA TRISTEZZA.
…c’era il dolore, il pianto, l’impotenza, ma la tristezza, no!
(non che c’abbia qualcosa in sospeso o contro…).
Da quei silenzi, in qui silenzi, profondissimi, ho ritrovato affetti, codici e chiavi nascoste.

Questo evento ha rimesso ordine, ha ridato luce, o senso alla luce.
Certo era immaginabile, prevedibile…ma tutta la dinamica, la parabola, meriterebbe un discorso a parte.
Un discorso pur semplice, fatto di poche parole dal forte, potente significato, amore, rispetto, dovere, sobrietà…
Tutto quello che oggi passa troppo spesso in secondo o terzo piano…
Ma l’ordine a cui alludevo, l’ho raggiunto come dicevo grazie, o anche grazie, seppur indirettamente, a questo “FATA”.
La storia d’amore che fino ad allora era la più longeva e pur nelle sue difficoltà, “quella giusta”, si è sciolta come neve al sole…
…senza vinti ne vincitori.
…o meglio…con un vittorioso, forte e sotto un certo aspetto(che si rafforza col passare del tempo)rassicurante: il destino!

Senza cancellazioni, senza isterie, senza lacrime, senza rimpianti.

(Ottobre che riscalda ancora, mentre le foglie rincorrono il rosso, come un tramonto di quelli memorabili che si prepara, che sei lì indeciso, se fotografarlo o goderlo…)


A great day for freedom...


11 luglio 2006

8630-Amnistia?

Amnistia?
Di cose, peccati, estorsioni, tradimenti che si voglia, perdipiù ripetute ed aggravate?
Chi si pone ancora in dubbio, ascolti le intercettazioni, le ascolti!


http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?uuid=ea7d4692-1013-11db-9111-0003ba99c667

Chi* propone l’amnistia per fattacci del genere, non può non essere identificabile con chi li ha commessi!

Il fatto che la nazionale abbia vinto il mondiale dopo che per anni era data per favorita e immancabilmente si faceva eliminare nel 2002 dai Sudcoreani con tutto il rispetto per loro, e le distanze dalle sviste Morene è il risultato diretto ed inequivocabile dell’aver messo fuoco alle erbacce!
Se una squadra di campioni conclamati e strapagati ha bisogno pure di comprarsi gli arbitri o catturare simpatie sotto varie forme che io comunque definirei altamente mafiose, come regali ed inviti a cene e feste, e vince con il loro innegabile aiuto, commette più crimini allo stesso tempo:
infrange un codice sportivo che volendo estremizzarlo è la differenza dell’uomo dall’animale, (che non significa per forza che il primo sia il migliore!), prende per culo migliaia se non milioni di fans che alle tristezze della vita fanno fronte proprio con queste sfuggevoli ed effimere “prestazioni”, e per ultimo contro se stessa, perché avendo tutto facile viene a mancare quella “fame” di cui lo stesso Lippi ha parlato.
E noto che in un mondo reale ultradifficile soprattutto per i più giovani, i calciatori giovani che fin dalla tenera età sono teletrasportati in un mondo in paraffina, apprendono tutto, anche a cadere, e dove pur diventando merce, si può, con l’unica cosa che rimane fortunatamente intatta, il talento, riuscire..."merce fragilissima e vulnerabilissima!"

E riuscire significa guadagnare cifre impensabili per i comuni mortali…semidei quindi...

pur necessari per i comuni mortali, per identificarsi, sperare…
in una parola sola sognare!
(Quanto sia alta la speculazione sui sogni comuni o almeno dopo sondaggi appurati, è argomento lungo e periglioso, da affrontare e approfondire…)

Talento che, con lo scandalo e diciamolo, l’antipatica praticità e competenza (doveroso riconoscerle entrambe!) del C.T. Lippi, è uscito nell’ultimo mondiale, cristallino ed a tratti commovente per la sua veridicità, per la spontaneità…non un film, con i vezzosi attori, comparse tecnici e registi, ma un documentario alla Herzog, dimostrazione lampante di quanto quando c’è arte non servono artifizi!

E’ questo il punto che vorrei sottolineare
…caro Moggi, ma c’era tutto sto bisogno di creare quel casino per vincere!…
lei mi sembra essere proprio un bell’ignorante, che parla un italiano da camionista, (non faccio commenti sul suo aspetto fisico ma il ghigno le si addice come la ciliegina sulla torta)
…mi spieghi un po’ma avrebbe requisito a tutti carte e matite per permettere ad un Leonardo o Michelangelo d’essere il migliore?

Un pensiero fulmineo ad un personaggio da tutti criticato per il troppo amore e sperpero, che alla luce di tutto è l’unico dirigente o ex, ad essere in credito verso il calcio italiano…Moratti!
Lui è uno che per vincere ha commesso l’errore di comprarsi i giocatori migliori, di assecondarli, d’amarli come solo un romantico sa fare…lui non lo ha fatto per guadagnare soldi ma rimettendoceli e non pochi, lo ha fatto da straricco con lo stesso entusiasmo e aggiungiamocelo, spirito naif, d’un semplice operaio o impiegato che vive o sogna solo quelle poche ore di calcio giocato.
Che i futuri managers siano più Moratti che Moggi..?
Direi largamente si, che pur vero che con il calcio ci si può arricchire, non dovrebbe mai essere la ragione principale.

Poi che questa tecnologia ormai diffusa e presente, faccia finalmente il suo dovere ed aiuti gli arbitri, che dovrebbero addirittura essere due in campo, riducendo al minimo eventuali combine, che orami si sa che per gli interessi in gioco sono possibilissime.

Chi è ancora pronto ad amistiare dopo questa mia…vada a farsi una bella strage di galline per sentirsi cacciatore, e nel rientrare, con i vestiti ben intrisi di sangue delle stesse, passi per un fiume di coccodrilli affamati per sentirsi preda, verificando di propria persona il suo spirito sportivo…

Juventus-Ivrea..derby piemontese 2006-07!
Fassino e Mastella(*) in tribuna scoperta d'inverno!
(amen)

14 giugno 2006

8360-toro

...granata
che chi bazzica in colori, sa benissimo essere un misto di rosso, nero e magari una puntina di giallo e bianco.
Il rosso che per antonomasia è la passione che scurendosi, come il sangue passa in crosta, è segno di sofferenza e coraggio, d’una piccola vittoria , pur momentanea, della vita sulla morte.
granata per strano o magari ovvio destino quando nel 1976 (avevo 7 anni) il Toro vinceva il suo ultimo scudetto.
Allora non potevo immaginare che si poteva barare, che un arbitro fosse di parte, che ci fosse da combattere per la pagnotta e la passera...(ma questa è un'altra storia...).
Torino che è una città che ho solo intravisto, ed il Toro, animale fiero e potente, sagoma lignea ricorrente d’un viaggio in 2cv in Spagna, ed in foto incolpevole martire di corride e toreri.
Poi, il tempo passa, ed al calcio giocato e tifato come sfogo infantile quasi imposto, si smorza si ridimensiona…ma
Stranamente, pur prendendo larghissime distanze da orecchini e tatuaggi o scarpette fosforescenti d’uno sport che faccio fatica a riconsiderare, da tutto quello che “orbita e meteora”, non posso non essere felice per l’ultima impresa-emozione che solo Il Torino, che adesso si chiama F.C. sa regalare.
Qualunque sia la prossima serie A, con tutti i dubbi di cui sopra, onore e merito a qualcosa di illogico ma necessario, la vittoria degli spareggi e la conquista della massima serie.
Che alla luce delle ultime tristi vicende, diventano una risposta concreta ed un esempio da seguire.
(anche se zappare la terra, anche solo per ripulirla sarebbe molto meglio!)

16 maggio 2006

8360-16

...poi ci si domanda com’è stato possibile.
come è possibile che in un mondo, quel del Calcio italiano, dove giovani allevati per esser campioni spesso viziati e viziosi, guadagnano cifre astronomiche per dare e prendersi calci, spesso al centro delle attenzioni d'un altro mondo, quello dello spettacolo, che in quanto a viziati e viziosi non scherza, si rispettino ancora le regole...
e quali poi, ed a chi di controllarle?

Non era una novità.

...io, che in infanzia ed adolescenza ho giocato e tifato, con i lumi della ragione da un pò ne avevo preso le distanze, che come in un big bang non cessano di aumentare...
eppure a questa storia non resto indifferente.


...poi un guizzo m'illumina un sorriso...e se constatato il "pallone malato" l'italiano si risvegli dal torpore mediterraneo, e si impegni finalmente a riprendersi l'Italia, e la protegga come una gemma preziosa, che merita attenzione riguardo, amore?

Che tutta l'energia ed i soldi sprecati in un gioco che non è più leale , dove il più forte ha anche bisogno di barare, vengano messi nel ripulire le strade i giardini, le piazze, le spiagge...

Dando una lezione a tutti... calciatori, modelle, impresari, ministri, impiegati statali…

23 aprile 2006

8360-menù Kipik

http://www.kipik.be/

...oltre all'orologio che si vede nel sito, che ho realizzato "realmente"(oltre ad una decorazione murale e piccoli menù peperoncini),
tanto per restare in tema di manualità, sinonimo di cose buone e piccanti in quanto ultravive,
ecco il Menù dei vini, altro OttoMade...


La frase scelta nella pagina di sinistra aprendo**

"L'Ambrosia degli Dei che si decanta, nun è che malvasia che si produci da na'viti ch'a Lipari si chianta (Abate Meli)"

giusto per

**

8360-nonChernobyl

Balle.

Balle d'aria che hanno distrutto una generazione di russi e non solo.

Balle troppo reali e drammatiche.

Chernobyl.

Ricordo che all'epoca stavo all'Isas
(Istituto Statale D'Arte di Sorrento), e quasi infischiandocene degli avvisi e le precauzioni ce ne andammo al mare(io e quelli che preferivano-alcune volte-il mare della Regina Giovanna alla scuola)...si parlava tanto di Stronzio ed in qualche modo era normale che ci adeguassimo!

Il problema è alla base.

Chi mi conosce o ha preso il tempo di leggermi lo sa;
sono al limite dello "schifosamente romantico";
nel senso che odoro finanche l'olio che immancabile mi rimane tra le dita quando sfioro uno dei miei gioielli meccanici...(de gustibus...).
La mia posizione verso il progresso, le vertigini che crea il distacco dell'umano dall'uomo...
In qualche modo, ciononostante, quasi giustifico quello che è accaduto, o almeno lo considero, per come sì sono messe le cose, inevitabile.
La corsa si è intrapresa e inutile a dirsi, farà come a fatto "morti eccellenti".

Traversare la vita come viaggiatori o viandanti entrambi viventi.

L'unica "v" che possa far pensare alla vittoria.

Fuma sottile
come pioggia
trafigge
i pensieri remori
al dì che traspare.
Fugge
anche l'ultimo
ignorante
mentre il saggio,
sotto un portico
qualunque
fuma
il suo
ultimo respiro
sereno





03 aprile 2006

8360-NyC

ok
sono il primo a menarmela se qualcuno,
magari fra tutti i suoi compagni e per un semplicistico copiaincolla, m’inviasse la cronostoria del suo ultimo “esotico viaggio”.
Decido che la blogghizzazione sotto questo aspetto è sana come la masturbazione, automatismo senza invasione, quando per necessità virtude…
E se la chitarra echeggiante e la sua voce pure, che potere della tecnologia rimarrà(fortunatamente)anche ai posteri, di John Lee Hooker, mi scandisce i tempi, o almeno accentua la sgretolazione, il tripudio del casuale, mi basta fermarmi un attimo, focalizzare o meglio risentire l’aria fresca e magica, la sacralità incredibilmente intatta del Central Park…

come se l’avanzata inesorabile del progresso l’avesse risparmiato sul punto di distruggerla;

come se, inspiegabilmente tutto si fosse fermato nell’attimo prima dell’attacco finale…










ero lì magneticamente attratto
da quelle pietre neromonolite,
rugosi dorsi d’una qualche balena preistorica, anche lei fossilizzata nel momento della ripresa degli abissi, l’attimo dopo un ossigenazione profonda o la visione d’un qualche pericolo in superficie…
Manhattan…isole di colline per gli indiani Munsee…grattacieli ed obiettivi terroristici negli ultimi tempi, eppure solo un attimo se confrontato all’arcistoria di quelle rocce.
Sedersi su quelle pietre significa aspettare un passaggio, preda nemico o incontro che sia.

Fuori da qualunque logica temporale…

Non c’è alcun’infrastruttura umana fastidiosa, tutto come ad equilibrare il circondo di gran lunga troppo pieno ma altrettanto affascinante.

Potrei fermarmi qui.
Solo qualche foto giusto per…


27 marzo 2006

8360-Angeli


http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/03_Marzo/26/deltaplano.shtml

vola in alto
falco solitario
porta il tuo sorriso
come piume
tra le nuvole

ad Angelo D’Arrigo
http://www.angelodarrigo.com/profilo%20ita.htm

22 marzo 2006

8360-15

riprendo un senso.
il piacere di scrivere nell’ora dove i saggi scaldano da un poco già il cuscino il lenzuolo ed il resto.
non un caso.
ho, aiutato dal mio ronzinante…

respirato ricreato un vento.
Come un punto nero scintillante mi rivedo adesso, a tagliare l’aria fredda d’una primavera che sembra aver perso la retta via...
e quel vibrare metallico, come io stesso parte d’un motore di quelli d’una volta, aste e bilancieri.
così riprendo a pulsare,
qualcosa in me semiaddormentata si risveglia.
comincia dal naso la percezione sensoriale, poi nei tendini indolenziti dalla lotta col vento le buche le traiettorie sghembe, poi nei muscoli che si contraggono al solo pensiero.
Non ho salvato il mondo, non ho fermato la guerra ne la stupidità.
Ma resto vivo.
e se domani poi, un sorriso…

20 marzo 2006

8360-DueVecchieSignore













Il tempo scorre veloce
ed io
quasi ignorandolo...

07 febbraio 2006

8360-Che













Stavo quasi per aggiungere altre foto al mio motoracconto.(lo farò poi…)
Che come mia abitudine ho fatto zapping web sulle ultime news e sono stato colpito dalle ultime immagine del Che, prima vivo poi morto.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/02_Febbraio/06/che.shtml

Sono stato “colpito”, ho quasi sentito l’odore della polvere misto al sudore, mi è sembrato di sentire il rantolo successivo ai colpi di mitra, quasi fosse un suo eco.
Ed il silenzio che il corpo di un guerriero merita mentre la sua anima cerca di conquistare il cielo.
Il coraggio di cercare di illuminare, una vita, una via…prendere posizioni, provare a cambiare un corso in un sorso…

Ernesto, io non ti conosco abbastanza, non so bene cosa hai fatto, se nelle tue guerre hai sempre cercato prima le armi della poesia del dialogo e poi, ripeto e spero, solo poi quelle della guerra, della fottuta banale semplicistica, monotona assassina, guerra.
Sono certo che non stai con l’anima in quelle immagini-logo d’un diffuso senso di sfida e libertà, che compri sulle bancarelle di tutto il mondo, dove guardi verso un dove lontano con il basco e la stella rossa.
Non so dove stai adesso, se nel paradiso dei guerrilleros, e da lì puoi vedere quello dei cattolici, prenderti un the alla menta in quello degli islamici e farti un bagno rigenerante ai piedi del grande Buddha.
Non so se quello che hai fatto in vita, qui, oltre a darti una fama spesso troppo qualunquista, sia quello che volevi di morire nella “giusta guerra”…penso e spero di si.
Perché ho provato qualcosa di forte, un energia “simile” che sento che porto che alimento…e ti rispetto come un fratello…cercherò anch’io la mia giusta guerra, e come tale cercata-accettata, anche tutte le conseguenze…
chissà che alla fine non ci si ritrovi tutti, in quello paradiso purgatorio inferno che sia, di tutti i guerrieri sognatori, utopisti…

Come luci nella bruma.

01 febbraio 2006

8360-frontiere

canzone consigliata per la lettura, K.Jarrett, Part 2c, da The Koln Concert

Caro Mauro,(
http://www.rivistapaginazero.net/)
il tempo scorre veloce ed io pur lasciandolo fare, e ci mancherebbe, continuo come in una sorta di "testardia mula", a viverlo, abitarlo, a "modo mio".Di fatto sono una minoranza, anzi uno.(e per il "gruppo" magari "zero")Concetto filante come un proiettile tracciante..."Credo che l'unico spazio lecito, sia l'anfratto."Il punto dove si crea la turbolenza in aereonautica o il vortice in nautica.Quel punto può servire d'incontro...come bivacco ristoro prima di riprendere "il viaggio".E' questa l'immagine che ho sempre più forte, della realtà europea.(Vivo da un pò a Bruxelles, senza avere alcun viatico o canovaccio, e credo di essere imparziale e sensibile osservatore).Le frontiere ci saranno sempre.Non è un monito ne una maledizione;è giusto il senso del limite, umano.Bisogna convivere con le diffidenze e le paure, essere sempre vigili sulla propria frontiera, che è il vestirsi-presentarsi-esprimersi e la conoscenza prima ed il rispetto poi, delle leggi che saranno ovunque ci muoveremo in questo mondo.E non c'è niente di più bello, liricamente parlando, di passare-superare-scavalcarla una frontiera...quel sorriso che potrebbe provocare,stretto-sofferto-ironico che sia,è la libertà conquistata.

Raccontarla, filmarla, enfatizzarla, il senso dell'arte?









A presto

30 gennaio 2006

8360-r80/7










R80/7
Due cilindri boxer
797 cc.
26 anni portati con dignità, ma giusto delle cifre.
Molto più veramente,
un “sogno meccanico”- metallorotolante…
con una sua storia, fatta di “rispetto della legge”

(o tentativo almeno),
di tutela “verso”(è un ex police).
Ma anche queste “solo” parole…
allora qualche foto ed impressione a caldo…
un trattore, che gira come un orologio
una meccanica dove il filo logico è il centro
una moto che è un motore…
lo so, se ne potrebbe discutere per ore…
per me la moto è un cavallo meccanico;
e non per un turistello della domenica,
non per farsi vedere al bar,
da ragazzette e fanciullone varie.
Neanche per sfidare altri centauri ai semafori,
come un nuovo palio della “mazza”.
E’ un mezzo di ricerca.
Un modo per schivare il traffico dell'umana stupidità
e cercare i "fuori pista"*,
portandosi
con qualche “attrezzo personale”.


Una sorta di guerriero** solitario più Don Chisciotte
che Rambo (anzi sicuramente).


E perché questo legame sia solido e sincero ed il viaggio "sicuro",
bisogna conoscersi, ed io, sinceramente

le ultime cybermoto non le capisco(anche nel prezzo!),
non parlano nessuno dei miei "tentativi d’idiomi",
e prodotti d'un progresso invasivo,
mi farebbero vestire come non sono,
portandomi più veloce di quello che mi occorre per capire,
sentire.
E se pure fosse, dovrei poterle riparare qualora…
ma come si sa ogni trionfo di elettronica
vorrebbe sempre il tecnico della nasa nel taschino…

io sono ferro e acciaio, il cognome che mi porto…

al massimo alluminio…
il carbonio con carbonchio annesso
lo lascio tranquillamente a chi vuole o deve…
battere qualche record della minchia!

E poi, come a sottolineare il tutto, la mia,
è piuttosto un mulo meccanico, tedesco per giunta

animale che di gran lunga preferisco al purosangue
schizzinoso e nervoso
spesso arrogante estensione del suo proprietario
masculofemmena che sia…

*Che non significano quei raid africani dove decine di esaltati in tute fluo si rincorrono nelle dune
invece di zappare la terra.
**Guerriero per combattere i luoghi comuni, la banalizzazione,
la stereotipizzazione, la TELEVISIONE!